will_p: ([MISC] yay!)
[personal profile] will_p posting in [community profile] spandex_ita


Finalmente è mezzogiorno! Urrà! Ecco i prompt! Yay! Very suspence much carnevale wow. Sotto il primo magico cut trovate i prompt corrispondenti ai numeri che avete scelto, randomicizzati or ora da yours truly.

01. Loki 02. Black Widow 03. Tempesta 04. Wolverine
05. Iron Man 06. Hawkeye 07. Spider-Man 08. Capitan America
09. Thor 10. Magneto 11. Hulk 12. Donna Invisibile


Cos'è sta roba, vi starete chiedendo? Devo forse scrivere una fic di carnevale con questi personaggi qui? No, castagnolette mie, dovete scrivere una fic in cui qualcuno (che non è il personaggio che avete scelto) si traveste proprio dal supereroe che vi è toccato. Quindi potete scrivere di Charles ed Erik che fanno discutibile roleplay con Charles vestito da Magneto, o di quella volta che Skye ha costretto tutto i Bus a vestirsi da Avengers per una festa, o di quell'altra volta in cui Coulson è andato a qualche convention con un costume da Cap che si era cucito con le sue manine sante (cosa che sappiamo tutti essere canon).

Ma se vi è capitato un eroe che non sapete nemmeno com'è fatto o se il prompt è troppo difficile, se non vi vengono idee manco per sbaglio e se vi è venuta un'idea troppo lunga da scrivere in dodici ore ma volete comunque la strisciolina, non temete! Abbiamo pensato a una lista alternativa di generici prompt carnevaleschi, che trovate sotto il secondo magico cut. Anche qui, vi tocca il prompt corrispondente al numero che avete scelto nell'altro post. Sappiate però che scrivendo su prompt della lista di riserva avrete una strisciolina un po' meno shiny.

01. castagnole 02. festa 03. chiacchiere 04. scherzo
05. parata 06. bodyswap 07. martedì grasso 08. coriandoli
09. trombette 10. carri allegorici 11. stelle filanti 12. travestimento


Dunque, un po' di regole:

- scrivete il cazzo che vi pare. Potete scrivere dalle 100 parole in su, e non c'è limite di rating, warning, pairing e sticazzing. Le uniche restrizioni sono, ovviamente, che la fic segua il prompt e che sia su uno dei fandom della community.

- postate il vostro fill, e solo il vostro fill, in risposta a QUESTO POST, e continuate a usare l'altro per eventuali commenti. Per favore inserite come oggetto del vostro commento lo specchietto che abbiamo imparato ad amare dalla Notte Bianca, ossia: [FANDOM] Personaggio/Pairing | Generi | Avvisi | SAFE/NSFW | Wordcount. (Anche se noi siamo meno propense di Def a staccarvi le mani a morsi se sbagliate qualcosa.) (Def tvb.)

- se avete scelto più di un numero potete scrivere una sola fic che incorpori tutti i prompt, oppure una fic per ogni prompt (o una fic per due prompt e una per un altro, idek, fate come vi pare) MA se decidete di usare più prompt per lo stesso fill dovete sceglierli tutti dalla stessa lista. In pratica, se vi sono toccati Iron Man, Hulk, e la Donna Invisibile potete scrivere a) un'unica fic in cui tre persone si travestono da loro O un'unica fic con tutti i tre prompt generici, b) tre fic ognuna su un personaggio diverso O tre fic ognuna su un prompt generico diverso, c) una fic su due prompt eroe/prompt generici + una fic sul prompt eroe/generico rimasto, ma NON un'unica fic con prompt Iron Man, Hulk e il prompt generico corrispondente alla Donna Invisibile. Okay? Okay. Le striscioline vi saranno assegnate concordemente. (Meaning che non abbiamo idea di come assegnarvele e ci penseremo a challenge finita. #yolo)

- mi raccomando, avete tempo fino alle 23.59 di oggi per postare. Se non fate in tempo ma volete pubblicare comunque ovviamente la vostra storia è la benvenuta in community, ma niente strisciolina per voi. (O forse una strisciolina di consolazione? Non so, consulterò la mia dolce coadmin appena si sveglia.)

E questo è quanto, mi pare. Buona produzione, buon venerdì grasso, e ricordate che avete la possibilità di guadagnare altre striscioline fino a martedì fillando i prompt della Notte Bianca #14 con fic Marvel Movieverse /o/
From: [identity profile] calypsolaninfa.livejournal.com


Thor aveva imparato ad ammirare l’Uomo d’Acciaio più rapidamente di quanto si aspettasse. Lo apprezzava per il suo carisma e la sua intelligenza: nonostante fossero così diversi, gli piaceva pensare che avessero più cose in comune di quante ne immaginava.
Per questo motivo, in occasione di una strana usanza midgardiana in cui gli umani si travestivano con costumi e maschere al di fuori dell’ordinario, aveva deciso di essere lui. Thor aveva fabbricato un’armatura con le fattezze di quelle che indossava Tony e aveva deciso di indossarla alla festa che si sarebbe tenuta nella Stark Tower quella sera.
Non appena entrò nel salone, tutti gli occhi si voltarono verso di lui. Natasha, impegnata a sussurrare qualcosa all’orecchio di Pepper, ruppe il silenzio scoppiando a ridere fragorosamente. Steve diede una gomitata a Phil che, sconvolto da quel tocco, indicò ridendo Thor.
Tony fu l’ultimo ad accorgersi del suo ingresso; quando Thor arrivò al suo cospetto, gli fece l’occhiolino e chiese a Jarvis di accendere la musica. Thor iniziò a stupire tutti con improvvisate mosse di danza e solo allora la serata poté dichiararsi iniziata.
From: [identity profile] ranting-one.livejournal.com
«Mamma!»
Gwenn ributtò sul letto il pacco che le aveva lasciato sua madre e si precipitò nel corridoio, percorrendolo a grandi passi e con i pugni chiusi fino a raggiungere la cucina, dove il resto della sua famiglia era in attesa che i cupcakes fossero pronti per essere decorati con la glassa.
«Gwenn, ancora non sei vestita?»
«No che non sono vestita!» Sbottò la ragazza, agitando le mani per aria. «E non lo sarò mai visto che mi hai preso il costume sbagliato. Come hai potuto mamma, accidenti? Possibile che io non possa mai chiederti un favore!»
I suoi fratelli minori iniziarono a ridacchiare tra di loro e le guance della signora Stacy si infiammarono. «Vedi di moderare il linguaggio, signorina, chi ti credi di essere? Di punto in bianco salti su a dire che vuoi assolutamente un costume da supereroe e--»
«Ti avevo detto qualunque supereroe tranne quello,» gridò Gwenn, e ci manco poco che si mettesse a piangere. «Io non posso andare alla festa conciata in quel modo! Oh, mamma, come hai potuto?»
«Senti un po’, datti una calmata o sarò costretta a metterti in punizione.»
«Mi ci metto da sola in punizione, visto che non mi hai lasciato altra scelta.»
Il timer del forno iniziò a suonare, indicando che i cupcakes erano pronti e che la pazienza della signora Stacy si era ufficialmente esaurita.

Quando Peter la venne a prendere fu la madre ad aprirgli la porta e i suoi sensi da ragno sembrarono impazzire all’improvviso quando la donna gli sorrise, gli offrì un dolce e gli chiese se preferiva accomodarsi o se lui e Gwenn sarebbero andati via subito.
«Credo che la aspetterò qui,» disse. «Sa, non vorrei far tardi…»
«Ma certo caro. Gwenn!,» urlò, come un generale di caserma che richiama i sottoposti all’ordine. «Peter è arrivato, non facciamolo aspettare più del dovuto.»
C’era sarcasmo nella sua voce, cattiveria quasi, e Peter fu tentato di darsela a gambe. E pensare che fino pochi mesi prima avrebbe giurato che il ruolo di genitore spaventoso fosse già stato magistralmente interpretato dal padre della ragazza.
Peter inspirò profondamente dal naso e stirò le labbra in un sorriso di circostanza, spostando il peso da un piede all’altro e domandandosi se non fosse il caso che qualche alieno arrivasse per conquistare New York proprio in quel momento, così, giusto per avere qualcosa da fare in alternativa, ma poi Gwenn comparve e lui non capì più niente.
La ragazza indossava un vestitino rosso e blu con una gonna corta e svolazzante, un paio di stivali rossi, dei guanti e una mascherina striminzita, e Peter dovette racimolare tutto il suo autocontrollo per non scoppiare a ridere.
«Non dire neanche una parola,» sibilò Gwenn tra i denti e la madre aveva un’aria così compiaciuta che Peter si limitò ad annuire e lasciò che la ragazza lo prendesse per un braccio e lo trascinò via senza salutare o aggiungere altro, mentre la voce della signora Stacy augurava loro di divertirsi.

«Stai veramente bene,» le disse, una volta che furono soli sul pianerottolo, in attesa dell’ascensore. «Ma avresti dovuto dirmelo che volevi metterti un costume da Spider-Man: ti avrei prestato uno dei miei
«Non sei divertente.»
«Io no, ma tu sì!»
«Vuoi che ti prenda a calci, Peter?»
«No, no, no, no, scusa tanto,» disse, muovendo le mani di fronte al viso. «Ma devi ammettere che è parecchio lusinghiero.»
«Non doveva esserlo,» borbottò lei, rossa in viso. «E’ stata mamma a prenderlo, ti rendi conto? Insomma, chi manderebbe in giro sua figlia conciata così?» Spiegò, allargando le braccia per sottolineare il suo punto.
Peter si strinse tra le spalle: «Non lo so. La madre di una supereroina sexy?»
Gwenn lo colpì con una manata e quando l’ascensore arrivò mosse un passo verso le porte che si stavano aprendo, ma Peter la trattenne e, anzi, se la mise in spalla come se niente fosse, dirigendosi verso una finestra in fondo al corridoio.
«Che diavolo fai, Peter? Mettimi giù!»
«Spider-Man non se ne va in giro a piedi,» disse, aprendo i vetri con una mano, e con un salto si mise in piedi sul davanzale, inspirando a fondo la fredda aria della sera. «Anzi, Spider-Man non dovrebbe proprio andare ad una festa scolastica qualsiasi.»
Gwenn capì e sorrise, e quando Peter si lanciò nel vuoto lei scoppiò a ridere.
mapi_littleowl: (Tony & Steve)
From: [personal profile] mapi_littleowl
Clint non ha deciso di fare il supereroe per diventare famoso - in verità, Clint non ha deciso di fare il supereroe, punto; è successo.

Insomma, uno arriva a incasinarti il cervello e poi è ovvio che tu voglia piantargli una freccia nel bulbo oculare, così, giusto per toglierti una soddisfazione. Poi, se da un lato c'è Capitan America che parla di squadra e dall'altro il tuo capo che gongola da sotto la benda sull'occhio perché tutto si sta muovendo esattamente come lui aveva orchestrato è un po' naturale farsi prendere dall'entusiasmo e metterci la firma, anche se poi in fin dei conti sei praticamente solo un umano un po' sfigato che ha soltanto una mira impeccabile e neanche due belle poppe da sbattere in prima pagina.

Quindi, no, Clint non ha fatto il supereroe per diventare famoso, né francamente si aspettava di diventarlo - inoltre lui è sempre una spia, e per uno che fa il suo mestiere non è esattamente l'ideale essere riconosciuto a tutti gli angoli della strada. E a lui va benissimo così.

Solo che, in tutta onestà, non va benissimo, ed è un po' deprimente scoprire dalle colonne dei giornali di essere sempre in fondo alle classifiche di popolarità dei Vendicatori. Non che uno si aspetterebbe di poter competere con Capitan America, Tony Stark o Thor in questo campo, e Natasha ha dalla sua orde di porci da un lato e femministi dall'altro che tengono alto il suo onore come unica donna del gruppo, ma una volta, almeno una, gli piacerebbe quantomeno arrivare prima del mostro verde gigante che per lo più spacca muri e pianta casino. Così. Per vedere l'effetto che fa.

E non ci sono solo le classifiche o le apparizioni in tivù dove lui immancabilmente si trova nell'angolo della telecamera, ma ci si mettono anche le convention e i raduni a minare la sua già non altissima autostima. Perché mentre se ne va in giro in mezzo alla gente con la sua uniforme e il suo arco si trova circondato da ragazzine e bellimbusti travestiti dai loro supereroi preferiti che se lo riconoscono lo fermano soltanto per chiedergli: "Ehi, sai dirmi dov'è Cap?" o "Ma Iron Man è già arrivato?" oppure ancora "Ma i bicipiti di Thor sono grossi come fanno vedere in tivù?"

Clint si ferma sotto un padiglione e sbuffa, succhiando avidamente dalla cannuccia della sua bibita. È ridicolo. Ridicolo e inutile. Stringe la cannuccia tra i denti e mentre pensa quanto sarebbe divertente usarla come fionda per rompere un po' le palle alla gente ammucchiata sotto un palco dove, si presume, Tony Stark dovrebbe fare la sua apparizione, infila la mano in tasca ed estrae il telefono.

Se lo rigira tra le dita un paio di volte e poi sbuffa, preme il sei della chiamata rapida e aspetta di sentire il click della risposta e la voce familiare di Bruce dall'altro capo.

"Clint?"

"Ciao." C'è un rumore che somiglia al ronzio di insetti o ad un chiacchiericcio molto intenso, e Clint non riesce a capire se viene dal suo lato o da quello di Bruce. "Che fai? Che è tutto questo casino?"

"Oh. Ehm. Strumentazione. Sono in laboratorio, ho un paio di progetti in sospeso da finire mentre voi ragazzi vi divertite al raduno."

"Eh."

Un'esitazione e poi la voce di Bruce torna più tenue, forse leggermente preoccupata. "È successo qualcosa?"

"No." Una pausa e Clint beve ancora dal suo bicchiere. "Niente, è un po' una rottura. Forse sarei dovuto restare alla Torre e approfittare dell'assenza di tutti per fare un nuovo record a Mario Cart. Stark non saprà cosa l'ha colpito."

Bruce ride. "Ehi, mi dispiace non ti stia divertendo. Posso fare qualcosa?"

"No. Non lo so perché ho chiamato, scusa. Devi lavorare. Io magari faccio un altro giro e poi me ne torno a casa."

"Oh. Certo. D'accordo. Prima però credo vorresti voltarti e poi decidere."
mapi_littleowl: (Tony & Steve)
From: [personal profile] mapi_littleowl
Clint aggrotta le sopracciglia e cerca di articolare un qualsiasi verso di senso compiuto che vada oltre al "Uh?" ma Bruce ha già interrotto la comunicazione e a Clint non resta altro da fare se non guardare il suo telefono come se fosse un corpo estraneo e voltarsi su se stesso, confuso e curioso e, se deve ammetterlo, si ritrova a sentire un formicolio di anticipazione sotto la pelle mentre cerca con lo sguardo quel qualcosa che dovrebbe attirare la sua attenzione.

Poi lo vede. E ride.

"Eri in laboratorio, eh? Che diavolo stai facendo?"

Bruce è a pochi metri di distanza, anche se conciato com'è è quasi irriconoscibile, con i calzoni attillati e gli occhiali da sole e l'arco e la faretra appoggiati sulle spalle da perfetto principiante. Clint mette via il telefono e no, non ha i lucciconi agli occhi, grazie tante, lui è un uomo adulto e un supereroe, non un ragazzino e di certo non uno da emozionarsi nel vedere il proprio uomo vestito da se stesso ad uno stupido raduno.

Bruce si avvicina e Clint gli mette un braccio attorno alle spalle, tirandoselo vicino in un gesto quasi protettivo. "Sul serio, che ci fai qui? Tu odi questi posti, ti fanno male alla pressione."

"In realtà sono appena arrivato. La tua chiamata mi ha sorpreso." Un sorriso un po' colpevole e un po' imbarazzato. "Inoltre, non contavo di restare molto a lungo."

Clint inarca un sopracciglio e sorride. "Sei venuto a rapirmi?"

"Una cosa del genere."

"Conciato così?"

Bruce ride e guarda i vestiti che segnano un po' troppo la linea delle cosce e il fondoschiena. "Sono stato peggio."

Clint getta via il suo bicchiere ormai vuoto centrando perfettamente il bidone della pattumiera poco lontano e poi prende Bruce sotto braccio, avviandosi con lui sotto le occhiate vagamente incuriosite di un gruppetto di ragazzini.

"In fondo all'armadio dovrei avere un paio di jeans strappati che dovrebbero fare al caso nostro," dice, e Bruce inarca un sopracciglio.

"Per far cosa, esattamente?"

"Semplice. Tu farai Occhio di Falco, io l'Hulk, e portiamo questa ridicola convention sotto le lenzuola. Ci stai?"

Bruce si limita a gettare il capo all'indietro in una risata. "Mi sembra un'ottima idea."
From: [identity profile] ranting-one.livejournal.com
Tutta questa cosa è così intrisa di pucciaggine che boh. Li amo dammorire. *^*

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