[identity profile] faechan.livejournal.com posting in [community profile] spandex_ita
Titolo: Cold as grave
Fandom: MCU
Personaggi/Pairing: Thor/Loki, Odino, Frigga
Rating: NC17 (NSFW)
Warnings: slash, angst, lemon, incest, pseudo!bondage
Parole: 3759
Prompt/Challenge: in catene (#035 @ [livejournal.com profile] 500themes_ita), distesa d'acqua (25 Senses @ [livejournal.com profile] kinks_pervs), sotterranei + domani + "Uccidimi." + isola deserta + Save the villain (Maritombola #1 + #2 + #3 + #4 + #5 @ [livejournal.com profile] maridichallenge), 'Love can be as cold as grave / a one-way ticket to endless sorrow / an empire of gentle hate / today without tomorrow ' (Porn Fest #7 @ [livejournal.com profile] fanfic_italia), incest (COW-T #4, quinta settimana @ [livejournal.com profile] maridichallenge)
Disclaimer/Credits: i film e i personaggi appartengono ad ogni avente diritto, io ci gioco solo un po' e poi glieli rendo, promesso. Citazioni da Circle of fear degli HIM, leggermente adattate.

Riassunto: Il giorno in cui Thor riporta Loki a casa dopo la battaglia di New York, Odino dispone che venga momentaneamente rinchiuso nella peggiore delle prigioni di Asgard. E' Thor ad accompagnarlo, e sarà la sua ultima visita a Loki per molto tempo.

Note:
- ambientata subito dopo Avengers e prima di Thor: TDW. Basilarmente è una scusa per infilarci in mezzo del porno ambientato in una prigione meno bianca e con meno gente intorno e con tutti i beceri cliché del caso (catene *cough*), e presuppone che la scena iniziale di TDW in cui Loki viene giudicato da Odino sia avvenuta a distanza di qualche giorno dal ritorno di Thor e Loki alla fine di Avengers e che solo in seguito, per intercessione di Frigga, Loki sia stato trasferito nelle prigioni regolari. Ha senso? No? Non importa, io volevo solo il mio prigioneclichettosa!porno e l'ho avuto, dunque see if i care \o\ #yolo
- l'isola che viene menzionata non esiste, me la sono inventata per poterci fillare uno dei prompt /o/ Il mare ghiacciato di Marmora invece è preso in prestito a caso dal comicverse (vedi qui e qui), del quale non so niente e niente pretendo di sapere, lo uso for the lulz and the pornz e nient'altro e i marveliani puristi possono portare il loro butthurt altrove thxbai \o\
- le barriere che delimitano le celle della prigione sono le stesse del film, non so precisamente come funzionino (campi di forza? recinzioni elettrificate magggiche? vetri rinforzati dal potere di Odino? all of the above? #boh) e come si possa all'occorrenza entrare/uscire da fuori quindi bear with me, ho un po' glissato sul punto e un po' rigirato la cosa come mi sembrava meglio.
- CINQUE ANNI DI TOMBOLA IN UNA SOLA FIC /o/ ammirate il potere del riciclo di prompt che scorre nelle mie vene. #swag


--


If you want to save him
then first you have to save yourself
if you want to free him from the hurt
don't do it with your pain




La sala del trono è immersa in un silenzio mortale, quando Thor fa il suo ingresso con Loki al proprio fianco.

Ogni passo che muovono, reso ancora più pesante dal metallo che entrambi portano addosso, ha il fragore di uno sparo. L'ombra di un sorriso triste piega impercettibilmente le labbra di Thor quando a quel rumore se ne sovrappone uno più lieve; Frigga avanza verso di loro quasi correndo, rallentata solo dalle lunghe vesti, così poco regina e così tanto madre.

"Loki" sussurra soltanto, prendendogli le mani ancora incatenate nelle sue. Loki ne sostiene lo sguardo senza vederla davvero, gli occhi vuoti e inespressivi che non tradiscono la minima emozione. Non si ritrae, però, quando lei solleva una mano per carezzargli piano una guancia, le dita che indugiano appena sopra il bavaglio di ferro che gli chiude la bocca.

"Basta così" scandisce la voce possente di Odino, e tutti e tre si voltano verso di lui. Né la freddezza del suo sguardo né l'autorità del suo tono sono abbastanza da nascondere, agli occhi di Thor, la stanchezza e il dolore che prova. "Thor. Cos'hai da riferirmi?"

Avanza di un altro passo, prendendo un respiro prima di parlare. "Loki ha guidato il suo esercito contro Midgard. Una delle loro città è stata quasi rasa al suolo, e migliaia di vite innocenti sono andate perdute." Loki sbuffa in modo quasi impercettibile, a metà tra una risata e un moto di incredulità, e Thor lo fulmina con un'occhiata. "Ma non è riuscito nel suo intento. Ho combattuto al fianco degli eroi più valorosi di quel mondo per impedirlo. La pace è stata ristabilita, e il Tesseract ha fatto ritorno ad Asgard."

Odino abbassa lo sguardo per un istante sotto il peso delle sue parole, ma quando lo rialza c'è un sorriso quasi beffardo sul suo volto.

"Dunque mio figlio è tornato dalla morte" commenta, posando l'occhio su Loki come se solo allora ne notasse la presenza "solo per firmare con le proprie mani la sua condanna."
"Padre -"
"Odino." La voce di Frigga si leva sottile ma dura come granito, un ammonimento e insieme una preghiera. Thor la ringrazia tra sé e non dice altro, limitandosi a fissare suo padre nel silenzio pesante che ha di nuovo avvolto la stanza.

Odino non sorride più. Si alza in piedi di scatto, imperioso, e quando parla di nuovo nella sua voce non c'è che l'ira di un re tradito dalla sua stessa stirpe. "Che sia rinchiuso in attesa del mio giudizio" tuona. "Nell'unico luogo degno del criminale che ha scelto di essere."


--


L'isola è un lembo minuscolo di terra senza nome, perso nelle acque che circondano Asgard, là dove si avviano a rinchiudersi tra le montagne per congelarsi infine nei ghiacci di Marmora. Non c'è spazio per nulla eccetto un approdo nascosto tra le rocce e un singolo edificio che ha poco dell'architettura nobile ed elegante che contraddistingue il resto della città; come poco di nobile o di elegante, del resto, c'è nel cuore di chiunque venga condannato a scontarvi in parte o per intero la propria pena.

Thor ricorda di averla visitata per la prima volta poco più che fanciullo, ben deciso a non lasciarsene impressionare e a dimostrarsi degno della fiducia che suo padre gli aveva accordato portandolo con sé. Ricorda il freddo penetratogli fin nelle ossa e le urla dei prigionieri provenienti dalla sala delle torture; ricorda la stretta rassicurante di Odino sulla sua spalla e le sue parole, un vero re non gioisce del dolore di un altro uomo, Thor, ma sa quando infliggerne è necessario.

Ricorda anche di averla descritta a Loki, non appena tornato a casa, quasi si trattasse di uno dei racconti degli Aesir che Frigga era solita leggere per loro prima di dormire, e che lui si era affacciato alla finestra e aveva impossibilmente preteso che gli indicasse, nel mare di luci che punteggiavano il buio, qual era l'isola giusta.

"Siamo arrivati, mio signore."

La voce di uno dei soldati che li accompagnano riscuote Thor dai suoi pensieri. Lo sciabordare delle onde colpisce i fianchi dell'aeronave ormai ferma sulla riva, sollevando gocce d'acqua gelida che schizzano fin sopra la sua testa. Si alza, facendo cenno agli uomini di scortare Loki a terra, e li segue sulla spiaggia.

La prigione si erge solida e minacciosa a pochi passi da loro. E' deserta, al momento, e in tempo di pace possono trascorrere mesi senza che venga utilizzata, ma oltre il pesante portone le barriere inviolabili del Padre di Tutto sigillano ogni cella e ogni ingresso - senza impedire, tuttavia, che il vento penetri con la propria furia, lasciando i prigionieri esposti giorno e notte alla sua mercé.

Thor si stringe nel pesante mantello di lana e attende che suo fratello varchi la soglia, gli occhi e il cuore gonfi di tristezza. Sa che non sarà il freddo a fiaccare Loki, che mai in vita sua l'ha sofferto - e ora, pensa con una stretta improvvisa alla gola, gli è fin troppo chiaro il perché - né è questa, del resto, la ragione per cui Odino ha scelto per lui un luogo simile; non è il gelo del mare ciò che vuole che patisca, ma il fuoco rovente dell'umiliazione.

Loki, dal canto suo, si guarda intorno come se fosse a casa, ed incede con fierezza come se ci fosse una folla ad acclamarlo e non il peso dei ceppi a rallentare i suoi passi. Mentre gli scivola accanto per scendere le scale che conducono ai sotterranei, dietro il suo bavaglio Thor potrebbe giurare di scorgere un sorriso.


--


"Mio signore, il prigioniero è nella sua cella."

Il soldato si ferma sull'attenti a pochi passi da lui, mentre Thor percorre con un ultimo sguardo il corridoio, terminandone l'ispezione.

"Fate in modo che i suoi vestiti e le sue armi siano consegnati a mia madre" replica soltanto, gli occhi fissi davanti a sé.
"Mio signore, questo è -"
"Un ordine" lo interrompe, voltando la testa di scatto, e l'uomo china la testa e non insiste oltre. Thor si lascia sfuggire un sospiro, chinandola a sua volta, improvvisamente arreso. "Desidero parlare con mio fratello da solo. Tornate al portone e restate di guardia, vi richiamerò quando avrò finito."
"Siete certo che non sia un'imprudenza?"
"Non temete" lo rassicura, in tono più calmo. "Fate come ho detto."
"Sì, mio signore."

Attende che i suoi uomini salgano di nuovo le scale e che l'ingresso venga aperto e richiuso, e solo allora si decide a raggiungere Loki.

Quel che si trova davanti, per quanto non del tutto inaspettato, riesce comunque a far vacillare il suo passo per un istante. Una ricca sala è apparsa tra le pareti della cella, e il trono di Odino svetta maestoso tra due colonne finemente scolpite. Loki vi siede con indosso gli abiti che gli sono appena stati tolti, l'elmo calcato in testa e il sorriso tronfio che gli immaginava dipinto sulle labbra.

"Loki, ti prego" mormora stancamente, disattivando la barriera per i pochi istanti sufficienti ad entrare.

L'illusione svanisce, lasciando il posto a pareti di roccia grezza, interrotte soltanto da una finestra bassa e larga quasi al livello del soffitto. Loki è seduto a terra, le braccia appoggiate mollemente in cima alle ginocchia piegate, i polsi assicurati a due catene, solide ma lunghe abbastanza da consentirgli di muovere qualche passo. E' scalzo, e nudo dalla vita in su. Il suo sorriso, però, è esattamente lo stesso.

"Chiedo scusa" concede, chinando la testa. "So che hai sempre amato contemplare la tua vittoria dopo averla ottenuta."
Thor gli si porta di fronte, restando dal lato opposto della stanza. "E' stata la vittoria di molti altri" replica amaro "ma non la mia."
"Oh, non essere così modesto. Non si addice all'immagine che hanno di te i tuoi nuovi compagni di gioco."

Ride appena, lo sguardo improvvisamente distante, come se stesse ricordando qualcosa. Thor è certo di non voler sapere cosa sia.

"Il potente Thor" riprende poi, palesemente divertito. "Il valoroso dio venuto da lontano per salvare il pianeta. Così eroico." Una pausa, il tempo di un battito di ciglia, e gli occhi di Loki si fanno più scuri, la sua voce appena più roca. "E così virtuoso."
"Smettila."
"Credi che indovinerebbero il tuo segreto?" domanda in un soffio, rovesciando la testa all'indietro in un gesto apparentemente casuale. Thor si impone di non guardare i muscoli tesi del suo collo, la pelle morbida ed esposta nel più subdolo degli inviti. Non funziona. "Indovinerebbero perchè sei ancora qui?"

D'un tratto si sente come un animale appena finito in trappola - una trappola, per giunta, nella quale si è infilato con le sue stesse mani.

Il legame che lo unisce a Loki è tanto profondo quanto torbido, come la distesa d'acqua scura che li circonda ora. Tanto impossibile da sciogliere quanto impossibile da comprendere, fondato su quello stesso sangue che agli occhi di Thor ne ha sempre sancito irrevocabilmente la condanna. Se guarda dietro di sé non è certo di ricordare come sia iniziato, o se sia davvero mai iniziato e non sia, piuttosto, esistito da sempre.

Ricorda di aver lottato, contro Loki e contro se stesso; ricorda di aver negato, seppellito ogni pensiero e ogni battito del cuore così in profondità da non poterlo più ritrovare, perchè ancora credeva di dover essere lui a proteggere entrambi. Ricorda di aver ceduto, infine, quando Loki gli ha lasciato comprendere che non voleva essere protetto.

Ricorda che quella notte le luci sembravano essere tutt'intorno a loro, oltre i terrazzi della sua camera e dietro le sue palpebre chiuse e nell'aria ricolma della magia di Loki che nascondeva entrambi, una distesa di fuoco liquido così splendente da fargli dimenticare qualsiasi altra cosa.

"Sono qui per dirti addio" sussurra dopo un attimo, ricomponendosi.
"E la tua preziosa mortale?" domanda ancora Loki, come se non l'avesse neanche sentito. "Lo indovinerebbe?"
Lo sguardo di Thor si indurisce all'istante. "Non parlare di lei" ordina secco, e il lampo irritato che attraversa gli occhi di Loki è quasi una soddisfazione.
"Viene da un altro mondo" gli fa notare, col tono di chi spiega qualcosa a un bambino lento a capire. "Un mondo che tu non conosci, come non conosci lei. E la sua razza è così debole e patetica che reclamerà la sua vita prima che tu possa averne il tempo."
"Nonostante questo, del suo mondo io ho scelto di fare parte." Prende un respiro, la voce che lotta per mantenersi ferma. "Come tu hai scelto di non fare più parte del mio."

Loki appoggia il palmo di una mano in terra e si solleva in piedi, lentamente, come un serpente pronto ad attaccare.

"Non io" sibila. "Altri hanno scelto per me."
"Tu hai tracciato la tua strada, Loki. Quello che hai fatto ricade su di te."
"E quello che sono?" ribatte, muovendo un passo in avanti, il petto che si alza e si abbassa al ritmo concitato delle proprie parole. "Su chi ricade la menzogna che è stata la mia vita?"
Thor scuote la testa, rassegnato. "Continui a non capire."
"Tu non hai mai capito!" esplode Loki, la voce improvvisamente alta abbastanza da rimbombare ovunque assieme al suono metallico delle catene. "Né mai ci riuscirai."

Per un istante non c'è che il rumore delle onde a spezzare il suo silenzio. Poi, un sorriso quasi impercettibile gli striscia piano sulle labbra.

"Ma credevo che almeno per te, la verità sarebbe stata un sollievo" prosegue, scandendo ogni parola. Avanza di un altro passo e le catene si sollevano da terra, si tendono al punto da trattenerlo. "Che il mio sangue sarebbe stato balsamo per la tua vergogna."
Thor avanza a sua volta, di scatto, il viso a un soffio di distanza dal suo. "Credi che il sangue cambi qualcosa?"
"Cambia ogni cosa!"
"Non per me!" ruggisce, e l'attimo successivo le sue mani sono sulle spalle di Loki, sui suoi fianchi, ovunque gli sia possibile afferrarlo per spingerlo contro il muro alle sue spalle. Lo sente mordere un singulto tra i denti mentre la schiena impatta contro la roccia, probabilmente graffiandogli la pelle. A Thor non importa. "Sei ancora mio fratello" sussurra, la fronte contro la sua e le dita che scivolano d'istinto ad afferrargli la nuca prima ancora che possa realizzarlo. "E amarti è ancora la mia maledizione."
"Ma non è più la mia."

Loki lo fissa gelido, quasi le sue parole non fossero che insetti nemmeno troppo fastidiosi, indegni di qualunque considerazione. Thor, però, lo sente tremare per un istante sotto il suo tocco, deglutire come se stesse ingoiando la propria sconfitta. Sente il calore del suo corpo premuto contro il proprio e non riesce a evitarsi di sorridere.

"Stai mentendo" afferma sicuro, sfiorandogli piano la guancia con un pollice.
Loki ride, una risata morbida e silenziosa, ma ampia abbastanza da scoprirgli i denti in un ghigno. "E' possibile" concede di nuovo. "Ma non sei mai stato bravo ad accorgertene."
"Tanto vale smettere con le parole, allora."

Le labbra di Loki sono soffici come Thor le ricordava, la sua bocca calda e pronta ad accoglierlo. La divora con tutta l'urgenza che ha, le dita che salgono ad affondargli tra i capelli mentre gli spinge la testa contro il muro. Loki non gli sfugge né cerca di ritrarsi, ma resta in attesa, la lingua che si limita ad assecondare la sua, a carezzarla distrattamente mentre gli fa scivolare le mani sulle spalle e quasi senza volerlo lo libera del mantello.

Di nuovo si sente in trappola, non più vincitore ma irrimediabilmente vinto, senza nessuna speranza di opporsi ai propri desideri. Vorrebbe che non fosse così, vorrebbe avere la forza di fermarsi ora; vorrebbe pensare a Jane, ma la sua mente si rifiuta di richiamarne l'immagine. Jane è la speranza di un futuro diverso, Jane è luce e pensare a lei in questo momento sarebbe come lasciarla contaminare dall'ombra. Loki, ora più che mai, è l'ombra stessa; è ghiaccio perenne destinato a non sciogliersi mai, è una lama troppo sottile per uccidere ma che ferisce senza nessuna pietà.

Non c'è più alcun futuro per loro, e domani tutto questo non sarà che un ricordo.

Si scosta quanto basta per sfilarsi armatura e casacca e lasciarle scivolare a terra, la pelle scoperta che aderisce a quella di Loki centimetro per centimetro. Gli percorre la schiena con le mani e lo stringe a sé, il loro bacio improvvisamente più frenetico, finalmente condiviso da entrambi. Fa scivolare i palmi sulle sue natiche per attirargli il bacino verso il proprio e Loki geme, già duro e bollente contro di lui.

"Dunque c'è qualcosa che neanche tu sei in grado di fingere" sussurra roco, cercando il suo sguardo.
Loki gli affonda le dita nei fianchi in risposta, il dolore appena percettibile ma ugualmente in grado di farlo sussultare. "Anche tu desideri umiliarmi?" domanda sardonico, quasi la cosa non lo riguardasse.
"No" replica Thor in un soffio, dopo aver esitato un istante. "Desidero che almeno per una volta tu possa essere quello che avresti voluto."

Scivola in ginocchio lentamente, il freddo del pavimento che gli fa correre un brivido lungo la schiena. Ha sempre creduto che avrebbe provato vergogna, che niente avrebbe potuto spingerlo a tanto, ma quando appoggia la fronte contro il grembo di Loki, quando lo sente trattenere il respiro e restare immobile, non avverte che uno strano senso di pace.

Gli slaccia i pantaloni, posandogli un singolo bacio sulla pelle scoperta e turgida, prima di alzare gli occhi verso i suoi.

"Credi davvero che sia sufficiente?" domanda Loki, la voce strozzata e incredula malgrado la sua eccitazione sempre più evidente.
"E' tutto quello che posso fare" risponde piano, e schiude le labbra per baciarlo più apertamente, per lambirlo con la lingua e assaggiarne il sapore, mentre con le dita fa scorrere la stoffa verso il basso.

Improvvisamente lo sente sputare un ringhio e afferrargli i capelli con entrambe le mani. Chiude gli occhi mentre Loki gli riempie d'un colpo la bocca e inizia a spingere, reclamandola con un'urgenza che non esita a trasformarsi in ferocia, stringendo le ciocche bionde tra le dita per fargli quanto più male possibile. Quasi soffoca quando i suoi affondi gli raggiungono la gola, spazzando via ogni traccia d'aria dai suoi polmoni. Trascorrono lunghi, interminabili secondi prima che lo lasci andare.

"Sei un idiota e un folle" mormora Loki, guardandolo con un misto di pietà e di sconcerto mentre i colpi di tosse gli squassano il petto.
Thor, nonostante tutto, non trova di meglio da fare che ridere. "E' possibile" ammette, non appena ha di nuovo abbastanza fiato per parlare. Di nuovo solleva gli occhi su di lui, un ordine e una supplica allo stesso tempo. "Ora lascia che ti dica addio."

Loki lo fissa in silenzio, una scintilla d'incertezza ad addolcirgli appena lo sguardo. Senza staccare gli occhi dai suoi lascia scivolare via del tutto i pantaloni, che cadono a terra raccogliendosi in una pozza scura; li scansa con un unico, fluido movimento del piede, avanzando di un passo allo stesso tempo. Lo sguardo di Thor risale lungo le sue gambe, bianchissime e sottili, fino al pulsare turgido della sua erezione, e quasi d'istinto porta una mano alla propria e provvede a liberarsi, con molta meno grazia, di ciò che ancora indossa.

Persino in un luogo e in un momento del genere c'è in ogni gesto di Loki un'eleganza che a lui non apparterrà mai, e che lo strega ogni volta come la più dolce e velenosa delle magie.

Si siede accogliendolo sulle proprie cosce e contro la propria bocca, il cozzare disordinato dei loro bacini che scuote il metallo delle catene e gli strappa un singhiozzo a ogni movimento, fino a quando Loki si solleva sulle ginocchia per prenderlo in mano e guidarlo dentro di sé. Thor lo sente aprirsi per lui e poi richiuderglisi intorno e resta immobile, vinto dalla sensazione.

Cerca i suoi occhi e si perde nella familiarità dolorosa di quello che vede, la bocca socchiusa e il respiro spezzato dal piacere tanto quanto il suo, i capelli che gli spiovono sulle spalle magre, lunghi e neri come piume d'uccello. Erano anni che non li lasciava crescere tanto, e un pensiero impossibile sfugge al suo controllo - vorrebbe pettinarli con le dita, vorrebbe le loro stanze e un bagno profumato per entrambi, vorrebbe Loki steso sotto di sé tra le coltri del suo letto.

Vorrebbe, e niente di tutto questo potrà accadere.

Poi Loki inizia a muoversi, e non c'è più spazio per altro nella mente di Thor. Chiude gli occhi mentre il suo nome gli sfugge dalle labbra, una volta, due, mille, e lascia che sia lui a dettare il ritmo di entrambi, che gli affondi il viso contro il collo e le mani nella schiena, che soffochi i gemiti in morsi e le carezze in graffi. Li riapre nell'istante in cui Loki chiude i suoi, e lo guarda gettare indietro la testa e aggrapparglisi alle spalle con più forza mentre lo cavalca, nudo e bellissimo, fiero come il re che non sarà mai.

Viene poco dopo, con un ringhio schiacciato contro la sua pelle che Thor zittisce con un bacio. Loki gli morde le labbra un'ultima volta ed è abbastanza perchè Thor lo segua, l'orgasmo che lo scuote fin nelle viscere mentre è ancora dentro di lui, lasciando entrambi senza fiato.

"Credi che mi ucciderà?" domanda Loki quietamente, non appena i loro respiri si placano un poco.
"Non lo so" risponde, ed è la verità. Ha fiducia che l'intercessione di Frigga possa salvargli la vita, ha fiducia che Odino, nonostante tutto, desideri nel profondo del cuore salvargliela lui stesso, ma non può essere certo di cosa accadrà.
Loki si muove nella culla delle sue braccia e scivola con le labbra accanto al suo orecchio, sfiorandolo nella più leggera delle carezze. "Uccidimi tu, allora" sussurra, la voce morbida e seducente come se stesse pronunciando le lusinghe di un amante.
Thor vorrebbe ridere di nuovo, ma la risata gli resta incastrata in gola, la bocca improvvisamente secca. "Forse un giorno ne sarò capace."

Si scioglie lentamente dal loro abbraccio, scostando Loki da sé per sollevarsi sulle ginocchia. Lui non glielo impedisce.

"Fino a quel giorno" aggiunge, sforzandosi di guardarlo negli occhi "qualunque cosa accada, non ci vedremo più."

L'eco delle proprie parole gli rimbomba nelle orecchie, definitivo come una condanna. Loki non dice nulla, limitandosi ad osservarlo in silenzio mentre si ripulisce alla meglio, gli occhi bassi come se d'un tratto l'imbarazzo fosse troppo da sostenere. Prima che possa alzarsi in piedi, però, lo ferma prendendogli entrambe le mani e sollevandosi a sua volta per raggiungerlo, i loro corpi di nuovo allineati, gli occhi alla stessa altezza.

"E' questo che avrei voluto essere" mormora, lasciando intrecciare le loro dita. "Non più la tua ombra, ma la tua metà." Avvicina la fronte alla sua fin quasi a sfiorarla, il più piccolo dei sorrisi sulle labbra e gli occhi distanti, persi nella contemplazione del proprio disegno. "Le nostre strade sarebbero state una sola. Una che nessuno avrebbe osato intralciare. E i Nove Regni avrebbero conosciuto la gloria dei signori di Asgard."

Lo guarda, e per un attimo è di nuovo suo fratello quello che Thor ha di fronte. Pensa a quello che sono stati, a quello che avrebbero potuto avere, e non gli viene in mente una sola ragione per cui non avrebbe dovuto desiderare la stessa cosa. Sa che ce ne sarebbero state, sa che, se non il suo orgoglio, sarebbe stata la realtà stessa a infrangere il sogno di Loki, ma non riesce a impedirsi di sentire il cuore dolere nella morsa dei rimpianti.

Chiude gli occhi, e quando li riapre c'è solo l'uomo contro cui ha combattuto, che ha riportato a casa con le mani sporche di sangue.

"C'è stato un tempo" conclude Loki, senza più traccia d'altro se non una gelida ironia "in cui questo sarebbe stato abbastanza per me."
"Se solo tu avessi -"
"Se solo tu avessi" lo interrompe, spietato, un lampo d'odio puro ad attraversagli lo sguardo. "Ma non l'hai fatto. E ora è troppo tardi."

Thor resta immobile, ingoiando le parole non dette come fossero spine, insieme all'ultimo briciolo di speranza.

"Hai ragione" annuisce. "E' troppo tardi."

Si alza in piedi e si riveste in silenzio, avvertendo su di sé lo sguardo bruciante di suo fratello persino mentre gli volta le spalle. Non ci vuole molto prima che i suoi richiami attirino l'attenzione dei soldati e che due uomini accorrano per farlo uscire - non notando, o almeno così Thor preferisce credere, né il disordine dei suoi abiti né quello dei suoi capelli, né i pantaloni che Loki ha avuto la bontà di infilarsi lasciandoli però insolentemente slacciati. Si accerta che la barriera sia di nuovo in funzione e si congeda con poche parole, lasciandoli di guardia fuori dalla cella.

"Addio" gli sembra di sentir mormorare, mentre si avvia per risalire le scale; ma quando si volta di nuovo, Loki già non lo guarda più.



Love can be as cold as grave
a one-way ticket to endless sorrow
an empire of gentle hate
today without tomorrow

Date: 2014-02-17 05:37 pm (UTC)
heavenmayburn: (Thor {son of odin})
From: [personal profile] heavenmayburn
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH! io-- io--- vorrei avere un commento fichissimo da fare ma ;__; il mio cuore!
E' tipo bellissima e ti spezza il cuore e io ho bisogno di un momento per riprendermi ;_____;

Date: 2014-02-19 10:33 am (UTC)
From: [identity profile] mikamikarin.livejournal.com
*STRILLA IN TUTTE LE LINGUE DEL MONDO* E' BELLISSIMA D: <-- faccina dovuta al #RIGHTINTHEFEELS *piange* perché tutta questa sofferenza ;_; AMATEVI SENZA ANGST ;A; (Fae questo è un tema ricorrente nei tuoi OTP fatti delle domande) e ti odio ogni volta un po' di più perché sei bravissima e io voglio la WIP l'anno scorso e e e e *PIANGE DI PIU'
I commenti intelligenti non li so fare, quindi puppa. Cia'.

Date: 2015-11-28 08:21 pm (UTC)
From: [identity profile] misako93.livejournal.com
"E' questo che avrei voluto essere [...] non più la tua ombra, ma la tua metà"

brb lying on the floor in a puddle of angst ;A;

Profile

spandex_ita: (Default)
Spandex Italia

March 2015

S M T W T F S
1234567
891011121314
15161718192021
22232425 262728
293031    

Most Popular Tags

Style Credit

Expand Cut Tags

No cut tags
Page generated Sep. 23rd, 2017 11:13 am
Powered by Dreamwidth Studios